Domenica 22 ottobre 2017 durante la celebrazione della S. Messa nella chiesa di S. Stefano sono stati consegnati ai bambini della quinta elementare della nostra parrocchia i “Comandamenti dell'amore”. Sono stati infatti loro donati, dalle mani di Don Franco, che ha concelebrato col diacono sig. Emide, e alla presenza della catechista dei bambini, sig. ra Roberta Pisano, una Bibbia e un stola su cui erano scritti questi due comandamenti. Quali sono? Sulla stola si legge da una parte “Ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta la tua mente, con tutta la tua forza” e dall'altra “Ama il prossimo tuo con tutto te stesso”.
Don Franco, nel porgere questi doni, ha sottolineato che i bimbi si possono anche prendere tutto il tempo necessario per leggere per intero la Bibbia, diciamo così scherzosamente, ma che quello che devono avere ben chiaro è che tutto ciò che troveranno scritto lì è riassunto in quei due comandamenti. I quali comandamenti, a loro volta, ci portano a una conclusione: Gesù è qui, di fronte a noi, dunque siamo suoi amici e comportiamoci di conseguenza con chiunque incontriamo. Potremmo così cambiare la vita di chiunque incontreremo sulla nostra strada. Che bellissima sfida! Che incredibile promessa!
Promessa che era già stata anticipata dalle letture udite durante la celebrazione, che cadeva, tra l'altro, nella Giornata Missionaria Mondiale.
Nella prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli (10, 34-48a), la centralità della figura di Cristo per i suoi fedeli viene ribadita nella narrazione che riguarda S. Pietro alle prese col dilemma se fosse giusto o meno concedere il battesimo anche ai pagani. La risposta – affermativa – prende le mosse dalla conclusione che, come dice la lettura, “Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga” e “Gesù Cristo [...] è il Signore di tutti”. Ovvero: il Signore, tramite Cristo e il suo sacrificio, ha stabilito che chiunque può esserGli amico, noi non possiamo impedire nulla ma, anzi, fare a Sua Volontà; Egli solo è giudice ultimo della nostra vita e della vita tutta. Solo accettato ciò, e abbracciato così Cristo, potremo andare incontro all'altro davvero capaci di accoglierlo e abbracciarlo.
Nell'Epistola (Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 1, 17b-2) il concetto è ribadito da san Paolo che ci ricorda che l'unica vera sapienza del mondo, e quindi anche l'unico vero criterio per giudicare, è l'amore, quello che Cristo ha dimostrato morendo in croce per tutti. Nell'andare incontro agli altri e nel testimoniarLo questa è l'unica “sapienza” di cui dobbiamo essere carichi. Dice infatti la lettura: “Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso [...] Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio”.
Infine, il Vangelo (Luca 24, 44-49a) ci racconta che è stato Gesù stesso a dire ai suoi discepoli e a noi tutti: “Il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati”. Tramite il sacrificio supremo, quello del dono della propria vita per gli altri, Gesù testimonia, e chiede a chi Lo ama di testimoniare a chiunque, la vera sapienza, il vero tesoro degli uomini, ciò che è impresso a caratteri rossi sulla stola di questi bambini invitati a essere Suoi testimoni tanto quanto quegli uomini 2000 anni fa: l'Amore.
Eva ANELLI
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