chiesa di san carlo

 

La riscoperta dei luoghi sacri che appartengono a vario titolo alla piccola storia della nostra vita, continua senza interruzioni.

L'attenzione stavolta è rivolta all'attuale Chiesa dedicata a San Carlo, posta al centro della frazione di Veddo. Già altri autorevoli interventi hanno permesso di conoscere qualcosa sull'edificio sacro, ma in questo campo la verità non è mai scritta fino in fondo. 

Il nostro viaggio passa attraverso i documenti conservati presso l' Archivio Storico Diocesano di Milano, laddove sono custoditi i segreti legati alle Chiese delle nostre terre. Siamo all'inizio del XVII secolo, con la supplica rivolta alle autorità ecclesiastiche da Giovanni Stefano Clerici, curato di Vigiona, e Lazzaro Bolognini. Entrambi nativi di Veddo, chiesero di poter costruire l'Oratorio secondo il disegno di cui oggi pubblichiamo l'eccezionale immagine. La distanza di oltre mezzo miglio dalla parrocchiale e l'impraticabilità della strada per raggiungerla, furono gli argomenti che spinsero i due notabili all'ardita richiesta. Lo stesso Clerici si offrì di provvedere alla dote ed al mantenimento dell'Oratorio, mentre il Bolognini si accollò l'onere della costruzione. Il disegno che i due allegarono alla supplica non portava alcuna firma in calce, ma presentava un edificio che misurava 9,9 x 16,3 braccia milanesi, corrispondente circa a 5, 75 x 9,58 metri. È un esempio del modello detto della simplex ecclesia, scaturita dalla riforma del patrimonio edilizio religioso voluto proprio da San Carlo, con le nonne emanate nel 1577 .

n 5 novembre 1632 la Curia incaricò il visitatore regionario, ed il giorno successivo venne depositato il parere favorevole. Passarono solo pochi anni, e gli abitanti di Veddo chiesero che fosse benedetto I'Oratorio terminato: dedicato in origine alle Sante Maria e Maddalena, fu dotato di tre Messe feriali al mese, e di suppellettili offerti dal prevosto Clerici. n 19 aprile 1638 la relazione favorevole della Curia milanese diede il via libera all'uso della Chiesa, e da quel momento iniziò la storia che l'ha portata fino a noi.

Fino qui le notizie ufficiali, ma molti interrogativi restano aperti: prima di scrivere la parola fine su questa vicenda, resteranno da svelare ancora molti punti oscuri. Innanzitutto la corrispondenza tra le misure del documento che pubblichiamo e l'attuale forma dell'edificio: aldilà della presenza della piccola sacrestia a lato dell'altare, resta l'incongruenza non marginale rispetto ad oggi, pur nel rispetto delle forme e delle proporzioni. Non si possono escludere rimaneggiamenti successivi, finora non suffragati da fonti ufficiali. Ma ancora più affascinante risulta un intreccio familiare che potrebbe portare a risvolti clamorosi. Conoscendo i ferrei legami di parentela in un piccolo borgo come Veddo, non è difficile immaginare che il citato Lazzaro Bolognini fu parente di Francesco Bolognini, anch'esso capomastro. Il discorso porta diritto al legame con un altro figlio illustre del piccolo paese, quell' architetto Ferdinando Caronesi che con la sua opera caratterizzò l'inizio dello '800 italiano. In questo caso non sarebbe difficile immaginare un intervento dello stesso Caronesi all'interno della Chiesa, ed un esempio concreto potrebbe essere rappresentato dalle quattro colonne che ornano le pareti laterali.

Suggestioni? Può darsi, ma alcuni elementi contribuiscono a sostenere questa tesi. Ciò che resta sicuro è lo juspatronato che la famiglia Clerici mantenne per anni sulla piccola Chiesa che solo più tardi fu dedicata a San Carlo, secondo una devozione assai diffusa nelle nostre terre.

Tanti, tantissimi spunti per una vicenda che ancora nasconde inesplorati segreti: ci sarà spa- zio e tempo per andare ancora più a fondo. Le occasioni non mancheranno, proprio ora che si è deciso di riportare l'interno dell'Oratorio agli umili splendori originari.

Passando magari attraverso la preziosa pala di San Carlo, che Arturo Zanieri donò nel 1938 alla Chiesa in occasione del quattrocentesimo anniversario dalla nascita del Vescovo Ambrosiano.

Oggi, la Chiesa di San Carlo a Veddo è al centro delle attenzioni per una indispensabile opera di recupero delle parti murarle interne e, in piccola parte, del recupero delle decorazioni

originarie. Gli abitanti della frazione, sempre in fermento per ogni attività legata alla vita del paese, si stanno dando da fare per sostenere anche finanziariamente l'opera. Indispensabile è però l'attenzione dell'intera comunità parrocchiale, per mantenere vive le pietre sulle quali sono nate le innumerevoli Chiese di Maccagno.

Insomma, storie diverse che si intrecciano in una piccola porzione della nostra terra: Veddo, e non può bastare un profondo legame personale a giustificare tanta vitalità che ha percorso i secoli fino a noi.

                                                                                                                                                     Testo di Fabio PASSERA

 

 

 

 

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