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PASTORALE GIOVANILE

Se la Parrocchia rivolge all’I.C.R. una particolare attenzione non da meno lo fa sulla Pastorale Giovanile che è il proseguo dell’I.C.R.

UN PO’ DI STORIA.....

........Indispensabile per capire le scelte fatte a livello pastorale e che vogliono rispettare i tempi e i passaggi che permettano la costruzione di una “ storia “: natura non facit saltus.

Maccagno e i suoi agglomerati urbani in valle non ha mai avuto una vera pastorale ( come la si intende oggi ) per i ragazzi. Il ritmo della vita era tale da non sentire il bisogno di un’attenzione particolare: l’isolamento, il frazionamento, il numero limitato dei ragazzi, il coinvolgimento ( terminato l’orario scolastico ) nei lavori ( aiutare i genitori nei campi, fare il garzone...) permettevano un “ controllo educativo “ costante dei genitori sui figli. La domenica c’era l’oratorio. C’e’ stato poi il passaggio epocale dell’era industriale che non permetteva più la figura del “ garzone “, i campi non venivano più coltivati a favore del lavoro in Svizzera.... Sono così sorte tante proposte di tempo libero che comunque hanno coinvolto i ragazzi. L’oratorio sempre alla domenica, anche fatto bene con la partecipazione di genitori. In questa fase delicatissima cosa è mancato? Non si è sentito il bisogno di preparare figure educative che dedicassero il tempo dei ragazzi e per i ragazzi in modo continuativo. A scapito di una educazione alla vita comunitaria, alla fede, al servizio.

AD OGGI

In questi anni uno sforzo costante, premuroso, discreto, disponibile, fiducioso, rinnovato dopo le tante delusioni, ha permesso di rendere visibile quanto la parrocchia ci tenga a svolgere uno dei compiti importanti della sua missione. Sta passando il messaggio che il tempo dedicato all’educare è, per una comunità, indispensabile, arricchente, coinvolgente, portatore di vita buona. E non può essere solo di un giorno ( la domenica ). Si sta rendendo visibile che fare l’educatore è “ il centuplo quaggiù e la vita eterna “. Ci si sente padri, madri che danno la vita. Colgo l’occasione per ringraziare le persone che hanno raccolto l’invito di Gesù a intraprendere questa sfida (chi segue i ragazzi condividendo la loro vita a vari livelli: da quello formativo a quello ludico ).

Mi permetto di sottolineare un altro fattore che dice quanto la parrocchia ci tenga ai ragazzi: la realizzazione di “ una casa “ decorosa per loro ( la Cittadella ). Dove possano sentirsi amati, accolti, cercati, sostenuti nelle loro fatiche di crescita. Quando la Cittadella è diventata agibile si è potuto toccare con mano quanto sia stata importante per l’aggregazione e per tutto quanto ne consegue: dal quasi deserto ad un crescendo ben augurante in modo particolare dai ragazzi delle medie fino alla quarta superiore.

La pastorale Giovanile vede coinvolti ad oggi una cinquantina circa di adolescenti che frequentano l’oratorio e si impegnano durante l’estate.

Normalmente il Parroco e la Responsabile si incontrano con loro ogni sabato sera durante tutto il periodo scolastico e fino al termine dell’oratorio estivo, e alternano momenti formativi a momenti di svago, ludici, e “lavorativi”.

Gli obiettivi ai quali si attende sono: la maturità nel portare a termine gli impegni assunti, nell’occuparsi dell’altro con il compito di prendersi cura del più piccolo aiutandolo a crescere e il divenire protagonista di una Comunità viva e fattiva. Nel nostro cuore l’impegno perché diventino protagonisti della propria vita e della vita del paese: che siano esempio di fede e di carità, che non abbiano paura di dedicare tempo per gli altri, che siano imprenditori e inventori di comunione.

Insomma come dice il Papa non vogliamo ragazzi da divano ma ragazzi attivi che sanno osare, che non vivano unicamente alla giornata ma che si prefiggono obiettivi da raggiungere e la prima palestra per questo tipo di crescita è proprio l’oratorio. Due criteri semplici ( ma non scontati ) per il loro stare insieme: non sentirti a posto se vedi qualcuno fare fatica e tu vai da un’altra parte – arriveranno altri ragazzi, che “ clima “ troveranno, che cosa impareranno da voi?

Il raggiungimento di questi obiettivi diventa a volte difficile perché la Parrocchia negli anni precedenti non aveva un luogo dove ospitare i ragazzi, non riusciva a favorire la crescita di gruppo e personale di ciascuno non avendo figure di riferimento che accompagnassero i ragazzi dalla fanciullezza all’adolescenza.

Ora questi presupposti ci sono e l’educare i ragazzi a quanto sopra esposto diventa una sfida a volte faticosa ma indispensabile per la loro crescita che non può ridursi ad un cellulare tablet o quant’altro.

Devo dire che si è creato un bel rapporto vicendevole di stima e di fiducia: le fatiche non interrompono la continuità della comunicazione e della frequenza. Va tutto bene? Direi di no. Manca quasi totalmente il bisogno di Gesù.....è una spina nel cuore. Certe volte sembra che chiudano le orecchie quando ci ritroviamo per la catechesi. Senz’altro dipenderà un po’ da noi educatori. Motivo per crescere di più nel nostro rapporto con Gesù. Dall’altra siamo consapevoli anche del substrato che li circonda costruito negli anni vuoi per la mancanza di una programmazione pastorale ( sopra sottolineata ) e vuoi per il rafforzarsi, nel frattempo, ( per il lavoro in Svizzera ) di un altro dio che gli risolve tutti i problemi: il denaro.

Il cammino da compiere ci è molto chiaro.... Ed è entusiasmante.

 

 

 

 

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